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La rete Tor violata dall’FBI

  • Pubblicato il: 5th aprile 2016
La rete Tor violata dall’FBI

È ufficiale: nel 2014 il noto software per la comunicazione anonima in Internet è stato violato dall’FBI. Quando chiuse Silk Road 2.0, la più grande piattaforma del web sommerso per il commercio elettronico di droga e armi, si scoprì che sfruttava i servizi di navigazione nascosta di Tor. La polizia federale spiegò di essere riuscita a catturare l’amministratore del sito criminale grazie alle molte leggerezze da lui commesse nella gestione della sua privacy virtuale. Già al tempo però si era affacciata l’ipotesi che si fosse trattato invece di un attacco alla rete anonima di Tor. Attacco condotto dalle autorità governative statunitensi, interessate per ragioni di sicurezza a decrittare i messaggi scambiati dagli utenti del programma Tor. Di recente un giudice federale ha confermato questa seconda versione. Il Dipartimento della Difesa pagò un gruppo di ricercatori informatici dell’Università Carnegie Mellon per scoprire gli indirizzi IP reali di coloro che usavano il servizio di navigazione anonima, sfruttando alcune vulnerabilità nascoste del software. I responsabili del progetto Tor hanno rassicurato i propri utenti sull’affidabilità del sistema di protezione, dichiarando che, ogniqualvolta viene scoperta una falla, questa viene corretta al più presto possibile. A servirsi del sistema Tor non sono soltanto i criminali che trafficano nel Deep Web ma pure i dissidenti che operano all’interno dei regimi politici repressivi. Anche noi possiamo usare Tor quando vogliamo navigare proteggendo il nostro anonimato.